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Balbuzie
: servizio di prevenzione
per bambini in etA' pre-scolastica (3/5
anni)

E’ nostro parere che si debba intervenire precocemente
con la comparsa delle prime avvisaglie al fine di evitare l’instaurarsi
di un pericoloso circolo vizioso, che potrebbe durare tutta la vita.
Il trattamento potrebbe già essere proposto al di sotto dei
sei anni, prima che il bambino si confronti con la realtà
scolastica.
L’intervento precoce controlla l’evolversi del sintomo,
l’ansia dei genitori, il senso d’inadeguatezza e sensi
di colpa: sentimenti che potrebbero annichilire l’evoluzione
emotiva ed affettiva dell’infante.
Risparmiare al bambino la negatività delle esperienze future
associate al sintomo, diventa un fattore determinante e fondamentale
per una prognosi positiva e raggiungibile anche in un breve arco
di tempo.
L’intervento precoce, previene l’atteggiamento ultra
allarmistico del genitore che rischia di confondere una sporadica
esitazione linguistica, dovuta ad una particolare situazione o stato
d’animo ansiogeno, con un vero e proprio disturbo che di fatto
non si è mai presentato.
Generalmente noi consigliamo di non allarmarsi prematuramente, poiché
ogni manifestazione ansiogena correlata al linguaggio, implicita
o esplicita, non farebbe altro che disturbare o allarmare il bambino.
All’interno di una diagnosi precoce, effettuata al di sotto
dei sei anni, per una buona prognosi vengono considerate come variabili
predittive: malattie e problemi neurologici presentati alla nascita,
sviluppo linguistico e metalinguistico, evoluzione motoria, percettiva,
intellettiva ed affettiva, acquisizione delle abilità di
base per discriminare e riconoscere gli oggetti (meccanismi importanti
per lo sviluppo dell’attenzione, memoria e apprendimento),
capacità di giocare e di relazionarsi con gli altri, tipo
di relazione all’interno della famiglia, educazione impartita,
grado di adattamento presentato all’asilo e impatto scolastico,
motivazione ad apprendere, tasso di ansia e di aggressività,
grado di autonomia, sintomi somatici riguardanti l’area dell’alimentazione
e del sonno ed infine, altri disturbi del comportamento e della
condotta.
Per delimitare l’evolversi della sintomatologia si procede
con colloqui “diagnostici” ed esplicativi con i soli
genitori. Oltre all’azione di prevenzione o di riorganizzazione
dell’ambiente famigliare, si procede prendendo in cura anche
il bambino molto piccolo.
L’infante al di sotto dei sei anni, presentando il desiderio
implicito di essere rassicurato ed accompagnato in questa nuova
esperienza, spesso viene coinvolto nel trattamento in presenza del
genitore. L’opera terapeutica viene proposta sotto forma di
gioco, seguendo i vissuti che il bambino porta in seduta. Con il
gioco, all’interno di un ambiente protetto, l’infante
esprime in forma indiretta le proprie ansie e paure.
Gli interventi diretti o indiretti del terapeuta sono protesi a
rassicurare e a fortificare il bambino per l’abbandono del
sintomo, aiutandolo ad affrontare la realtà in modo diverso.
Nelle nostre prime sedute aventi una funzionalità diagnostica
e prognostica, si segue una linea di trattamento d’emergenza.
Per questo tipo di lavoro si richiede la massima collaborazione
dei genitori.
Con tale servizio, ciò che desideriamo fortemente è
vedere un bambino che ritorna a sorridere, strappato dalle maglie
della balbuzie.
  
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