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La balbuzie nei ragazzi
Solitamente
dai 14 anni, sino ai 17 anni, la balbuzie tende a peggiorare, raggiungendo
l’acme della sua manifestazione.
Sulla base delle motivazioni dell’adolescente, e in virtù
di un sopravvenuto peggioramento del sintomo, proprio in questa
fase di trasformazione si consiglia di non aspettare passivamente.
Con l’adolescenza si delinea la formazione dell’ identità
attraverso una fase di sperimentazione concreta, che si evolve nel
passaggio dal famigliare al sociale. In questa fase di passaggio
la balbuzie potrebbe costituire un grave impaccio per l’evoluzione
del ragazzo per il raggiungimento della fase adulta.
Per la psicoanalisi, non solo l’infanzia è importante
nel determinare l’evoluzione della personalità, ma
soprattutto la crisi adolescenziale ha un ruolo cruciale nel definire
l’individuo nella propria specificità.
Meltzer definisce l’adolescenza come un processo di elaborazione
della confusione. Con la crisi adolescenziale si delinea la formazione
dell’identità. Il conflitto fondamentale vissuto dall’adolescente
si delinea tra il bisogno di dipendenza e quello di autoaffermazione.
L’adolescenza, come fase transitoria e rielaborativa dell’esistenza
umana, rappresenta una tappa decisiva, e nello stesso tempo, molto
pericolosa per il delinearsi della strutturazione intrapsichica
adulta.
L’adolescente che balbetta nel sperimentare la propria capacità
di autoaffermazione, potrà cadere in comportamenti “a
rischio”, o al contrario, per paura di competere col gruppo
dei pari, potrà rinchiudersi in un mutismo depressivo pur
di non affrontare la realtà.
I grandi cambiamenti fisici, intellettuali, affettivi e sociali,
manifestandosi in tutta la loro drammaticità, definiranno
la percezione di un nuovo Sè : percepito come adeguato, o
privo di forza.
L’adolescente che balbetta cerca d’incamminarsi lungo
la strada di una soggettività autosufficiente, ma nello stesso
tempo avverte la propria inadeguatezza nel provare di non aver paura.
Tale prova purtroppo, il più delle volte viene esperita attraverso
condotte spericolate ed aggressive, o al contrario, noia, solitudine
e vuoto faranno la loro comparsa quando il ragazzo disfemico si
rinchiude nel proprio mondo famigliare .
Vi sono casi nei quali il ragazzo che balbetta si presenta poco
evoluto rispetto alla propria età, non riuscendo a percepire
gli effetti dello scoppio ormonale. Stranamente questi adolescenti
non hanno mai presentato atteggiamenti tipici di protesta o di ribellione,
manifestando speso un atteggiamento estremamente introverso, goffo
e stereotipato.
Il nostro lavoro sul ragazzo che balbetta è un grosso aiuto,
affinché il giovane possa riflettere sui propri cambiamenti,
ricercando una strada consona alla sua natura, mediante un processo
di autoaffermazione spontanea, contro sentimenti di disistima, o
di eccessiva dipendenza.
La terapia dell’adolescente disfemico si sviluppa individualmente,
o in gruppo. Dopo un esame conoscitivo, si propone l’applicazione
di una batteria di tecniche foniche, somatiche e comportamentali
. L’impegno è di un’ora alla settimana, prevedendo
incontri anche con i genitori.
Le tecniche comportamentali applicate durante il corso avranno le
seguenti finalità:
Recupero della fluenza verbale sulla base di tecniche foniche, musicoterapiche
e di facilitazione.
Azione sull’Immagine Sociale: in questa unità verrano
applicati strumenti che permettono la riduzione dell’ansia
da prestazione, correlata al linguaggio
Conoscenza del linguaggio corporeo: che rappresenta la
primordiale comunicazione comprensibile a tutti. Con questa unità
si agisce sulla dimensione percettiva del Sé-Corporeo, al
fine di ridurre le tensioni muscolari correlati all’atto linguistico
Utilizzazione dell’aggressività :
in chiave comportamentale si cerca di far emergere l’aggressività
censurata, che diventa la causa principale di comportamenti a rischio
o di eccessiva chiusura..
Riequilibrio del tasso ansiogeno: L’ansia adolescenziale che
si manifesta nella balbuzie, è determinata da emozioni negative,
o da pensieri autolesivi per il Sè. L’esame di questi
aggregati che si manifestano nella balbuzie, permetteranno la riduzione
del tasso ansiogeno, riportandolo ai livelli della normalità.
Sviluppo delle abilità sociali: l’obiettivo
finale del corso è quello di ridefinire e di ritrovare la
propria Immagine Sociale. Lo sviluppo delle abilità sociali
sono il prodotto di un buon dialogo interno, riflettendosi nel dialogo
esterno; imparando così a gestire forze interne negative,
che potrebbero determinare confusione ed autodistruttività.
La persona avente una buona relazione con se stessa sarà
in grado di mettersi dal punto di vista dell’altro, per comprendere
il qui ed ora dello scambio verbale ed infraverbale.
L’adolescente in formazione dovrà essere equipaggiato
per raggiungere gli obiettivi esistenziali prefissati da se stesso,
riuscendo a conformarsi alla normatività interna ed esterna,
pur mantenendo una propria autonomia emotiva e di pensieri.
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